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giovedì, 29 Febbraio, 2024
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Ogliastra, perla della Sardegna. La scopriamo in viaggio con IT.A.CÀ

IT.A.CÀ Festival del Turismo Responsabile ogni anno porta viaggiatori curiosi a conoscere nel profondo e in modo sostenibile tantissimi luoghi d’Italia, dai più noti ai meno noti. Tra le numerose tappe dell’edizione 2022, legate dal fil rouge Habitat - Abitare il futuro, abbiamo partecipato a quella in Ogliastra. Vi portiamo con noi per un primo passaggio alla scoperta di questa perla della Sardegna, dove siamo stati per capire da vicino cosa vuol dire per un territorio e per i viaggiatori partecipare a IT.A.CÀ.

L’Ogliastra l’isola nell’isola, così la chiamano i suoi abitanti, gli ogliastrini – è un angolo della Sardegna orientale accarezzato dal mare, incorniciato dai Tacchi e su cui veglia il massiccio del Gennargentu. Qui l’aria respira di autenticità, si riempie dei suoni e dei profumi della natura; si avverte ancora forte il senso di comunità, il legame con le tradizioni e le antiche memorie. Tutto questo è alla base del grande lavoro fatto dai comuni partecipanti a questa seconda edizione della tappa IT.A.CÀ Ogliastra Lanusei, Jerzu, Ussassai e Villagrande Strisaili – e di tutti gli operatori coinvolti. Un lavoro volto a promuovere il turismo nelle zone interne, seguendo i contorni del territorio e il ritmo della vita di questi luoghi, attraverso il contatto diretto con chi questi luoghi li vive e li ama. 

Una tappa ricchissima di appuntamenti, il cui motore principale, insieme ai comuni, sono state le associazioni e le realtà locali – tra cui Sardinia Fair Travel, prima agenzia di ecoturismo in Sardegna fondata dal francese Jean Luc Madinier – che hanno accompagnato i partecipanti al Festival lungo un percorso fatto di scambi, nuovi incontri, menti curiose e sorrisi sempre accesi. 

 Villagrande Strisaili
Ogliastra, Lanusei
Lanusei

L’Ogliastra si svela fin da subito in tutto il suo splendore. Percorrere le sue strade vuol dire spalancare continuamente gli occhi e riempirli di meraviglia, seguire il profilo dei rilievi montuosi, tuffare improvvisamente lo sguardo in un mare cristallino che si apre alla vista tra le colline dolci che scendono verso la costa e che di nuovo si nasconde dietro fitti boschi di quercia. Fermarsi è d’obbligo per ammirare i paesaggi che vi accolgono (e a volte siete “costretti” a farlo da un gregge di pecore o un asinello che sicuramente incrocerete sul cammino).

Ogliastra
In Ogliastra, tra natura incontaminata e una storia millenaria

Tantissime le attività pensate per far conoscere la natura incontaminata dell’Ogliastra nei dieci giorni del Festival: escursioni a piedi, in bici o a dorso degli asini, camminate nei boschi, gite in canoa e trekking.
Insieme a Tony Sodde, giovane guida ambientale entusiasta e appassionata, fondatore di Walking in Sardinia, abbiamo scoperto Bau Mela, nel territorio di Villagrande Strisaili, un’oasi dove la corrente dell’omonimo corso d’acqua ha scavato e modellato il granito. Due cascatelle in rapida successione danno vita a un’affascinante serie di salti e laghetti, creando una piscina naturale circondata dalla rigogliosa macchia mediterranea, dove svettano ginepri e distese di asfodeli. Una passeggiata rigenerante, per gli occhi e il buon umore, accompagnata da un ottimo spuntino con dolci e succo a base di mela, il tutto preparato con cura dal nostro amico Tony. 

Ogliastra, Bau Mela
Bau Mela

Spostandoci nel territorio di Ussassai, il più piccolo dei comuni dell’Ogliastra con appena 470 abitanti, abbiamo invece attraversato Rio San Gerolamo con i ragazzi di Ussassai Experience. Un’escursione in acquatrekking tra alberi secolari, con i piedi (o meglio, gli scarponi) immersi nelle acque limpide del fiume fino ad arrivare ad una piscina naturale di incredibile bellezza. Qui un tuffo è d’obbligo.

Ogliastra, Rio San Gerolamo
Rio San Gerolamo

Le infinite bellezze naturalistiche dell’Ogliastra si accompagnano a una storia millenaria. A rivelarla sono, tra gli altri, l’area archeologica di Sa Carcaredda e il complesso archeologico S’arcu ‘e is Forros, nel territorio di Villagrande Strisaili. Questi due siti, gestiti dalla società Archeonova Srl, con i loro templi, gli estesi villaggi e i reperti che hanno restituito, sono capaci di raccontare la Civiltà Nuragica da una prospettiva unica e peculiare. Un salto in un passato di cui c’è ancora tanto da scoprire e che conferisce a questa terra ancora più fascino e mistero.

S’arcu ‘e is Forros
La Blue zone italiana

Sapete che l’Ogliastra è nota per essere una delle cinque Blue Zone del mondo? Insieme a Okinawa in Giappone, Loma Linda in California, Nicoya in Costa Rica e Ikaria in Grecia, l’Ogliastra fa parte di quelle aree con la maggiore concentrazione di centenari. E Villagrande Strisaili detiene il primato mondiale di longevità maschile. Passeggiando per i vicoli potete incontrare i loro volti dipinti sui muri, accompagnati da nome, cognome e data di nascita. Vere e proprie opere d’arte realizzate da artisti locali a partire dal 2016, che si sono aggiunte ai numerosi murales che colorano il paese.

Murales dei centenari, Villagrande Strisaili
I sapori autentici dell’Ogliastra

Come ovvio, i luoghi vanno conosciuti anche attraverso la tradizione culinaria e noi non ci siamo di certo lasciati sfuggire l’occasione. L’Ogliastra ci ha tentati in tutti i modi, a partire dal Cannonau, vino rosso e corposo tipico della zona, principalmente prodotto a Jerzu.

Jerzu, vigneti

Abbiamo conosciuto da vicino (molto da vicino e bardati a dovere!) il mondo dell’apicoltura con l’Azienda S’Arega di Lanusei dove, ovviamente, abbiamo assaporato lo squisito nettare di loro produzione. Una colazione di energia pura!
Accompagnati da produttori locali del Frantoio Hermanu, abbiamo degustato l’olio extravergine ottenuto dall’Ogliastrina, una varietà di oliva autoctona, abbinato a prelibatezze del luogo.
Abbiamo partecipato al laboratorio di culurgiones, durante il quale le donne di Lanusei hanno mostrato la tecnica di chiusura del raviolo a spiga. Piatto di punta dell’enogastronomia locale, viene servito condito con salsa di pomodoro, fritto, oppure arrosto. Squisito in ogni sua veste. 

Culurgiones

Mangiare non è solo questione di gusto – noi italiani lo sappiamo bene – ma anche di socialità. Insieme ad altri partecipanti al Festival, ci siamo seduti alla tavola dell’Ostello di Lanusei dove abbiamo degustato un menù con prodotti a km 0 esaltati dalla maestria dello chef Davide Piras.
A Ussassai abbiamo invece partecipato alla “cena social eating”. Sapete di cosa si tratta? Potete cenare nelle case degli abitanti del posto. Noi l’abbiamo fatto con Sa Tanca – Home Restaurant, accolti da Sandro e dalla sua famiglia che ci hanno deliziati con salumi e formaggi, i culurgiones (immancabili!), il famoso porceddu, e dolci tipici. Un’esperienza imperdibile, non solo culinaria ma anche, e soprattutto, di convivialità. 

Una terra dalla infinite sfumature

Convivialità è la parola che forse meglio descrive questo primo passaggio in Ogliastra, dove ogni momento, fin dal primo giorno, è stato vissuto tra amici.
L’Ogliastra è una terra dalle infinite sfumature dove a incantare non è solo la bellezza dei luoghi ma soprattutto quella delle persone che questi luoghi li abitano. Una terra dove è naturale sentirsi connessi con l’ambiente e con gli altri, nel perfetto spirito di IT.A.CÀ, e che fa della genuinità dei rapporti e dello spirito di accoglienza la sua perfetta cornice. Una terra dove sentirsi a casa è semplice, meno lo è andar via. 

di Claudia Mele


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