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lunedì, 26 Febbraio, 2024
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IUV, il futuro in una pellicola biodegradabile

Quando un’idea si trasforma da una semplice intuizione in un vero e proprio progetto d’impresa si assiste a una rivoluzione di settore. Sempre.
Cosimo Maria Palopoli recentemente inserito nella lista Top 100 Under 30 di Forbes Italia 2021 in Manufacturing & Industry con la sua IUV Innovation Utility Vehicle ha dato una svolta allo sviluppo e alla produzione di nuove forme di packaging sostenibili e naturali. Il percorso è stato abbastanza lungo ma costellato anche di grandi collaborazioni come quella con la JETRO NTT Data di Tokyo e la EIT Climate KIC.
Cosimo Palopoli TDIMission imprescindibile quella di abbattere in maniera sostanziale l’uso della plastica contribuendo a ridurre anche gli sprechi alimentari come diretta conseguenza. Con l’ideazione della tecnologia Columbus’ EGG, un sistema di pellicole biodegradabili, IUV è riuscita a sostituire alla chimica di sintesi degli additivi una definita realtà utilizzabile di agenti naturali.
Provare ad entrare un po’ di più nel mood di questa azienda è stata l’occasione per imparare ancora una volta qualcosa di nuovo.
Qualche domanda biodegradabile nella testa l’avevo anche io e si è presentata l’occasione per farla a Cosimo Palopoli, perno intorno al quale gira questa incredibile e innovativa realtà.

Il packaging principale da rimuovere è ancora oggi quello che avvolge la testa dei consumatori. Come si attua una campagna ad hoc di sensibilizzazione contro la “non” presa di coscienza?
Prima ancora di poter partire dalla realizzazione di una campagna di sensibilizzazione dobbiamo rimuovere l’indifferenza. Solo così possiamo attuare, con un’attenzione verso il degrado del nostro pianeta causato dall’abuso delle plastiche, un’educazione trasversale che favorisca il risveglio. Realizzare una campagna di sensibilizzazione rappresenta, probabilmente, il processo più complesso e di responsabilità nella comunicazione, su cui è necessario maturare e promuovere il cambiamento. Attraversando la logica di design thinking, la grafica può assolvere un ruolo dominante. Risultare iconica e riconoscibile, capace di essere interpretata facilmente attraverso l’uso di immagini potenti, in grado di evidenziare i danni derivati dal disastro ambientale. L’accostamento di numeri, chiari e leggibili aiuta a comprendere più a fondo la grandezza del fenomeno. E invita a scelte consapevoli. La comunicazione dovrà essere continua e incessante, per cui è necessario puntare su più soluzioni (digitale, immagini, video), da integrare attraverso le reti sociali per favorire un effetto amplificante e raggiungere così la collettività. Solo attraverso una reale consapevolezza dell’entità del danno che stiamo provocando riusciremo a scuotere la coscienza del singolo.  

La cultura di ciò che è sostenibile passa anche e soprattutto attraverso le vie istituzionali.
Le vie istituzionali rappresentano un passaggio obbligato. Non esiste sostenibilità senza che vi sia reciprocità di dialogo fra governance istituzionali, imprese e cittadini. Il ruolo delle istituzioni risulta indispensabile per poter orientare le imprese verso modelli di produzione sostenibili, finalizzati al miglioramento ambientale, sociale ed economico del territorio. Secondo l’Osservatorio dello Sviluppo Sostenibile (OSS) e ASVIS Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, pur evidenziando un chiaro aumento della sensibilità o di sentimento alla domanda green, emerge, per contro, una chiara insoddisfazione da parte dei cittadini, che considerano l’impegno effettivamente dedicato al problema non all’altezza della sua gravità. Pertanto, ad oggi, i temi sono dettati da una pura reazione emotiva piuttosto che da azioni concrete. Friday-For-Future ne è la prova lampante, solo per citare un esempio. Dal lato imprese, assistiamo invece ad un tessuto imprenditoriale italiano apparentemente impegnato in azioni volte al perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. La strada sicuramente è giusta e orientata a una maturità di coscienza. La creazione di un Ministero che si occupa nel nostro Paese della transizione ecologica ci dà speranza di avere finalmente un esecutivo che possa portare al livello nazionale ed europeo i temi della sostenibilità.

Come trasformare una splendida realtà innovativa di nicchia in un motore che travolge la comunità intera?
Credo vivamente che la forza di un sogno o di un’idea in quanto tale, e cioè innovativa, rivoluzionaria, capace di andare oltre gli schemi e di stravolgere il pensiero tradizionale, debba trovare spazio nella realtà attraverso il sostegno della comunità. Nella definizione di innovazione, mi piace pensare al termine non come semplice novità, scoperta, pensiero e creazione. Ma piuttosto a una mission capace di aprire nuovi orizzonti e di mettere in comunicazione il presente con il futuro non dimenticando il passato. Una forma di energia e una prospettiva che apre un nuovo modo di vivere il nostro pianeta. Non è una formula, né una tecnologia, un prodotto e nemmeno un modello… ma un motore capace di generare movimento e suoni atti a dare un senso e capaci di cambiare il mondo. Andare oltre l’abitudine, oltre i luoghi comuni, rompere gli schemi e guidare le generazioni verso un futuro migliore. Nello spirito di coscienza, ci poniamo come ispiratori di un processo che, vibrando all’unisono, sono in grado di scuotere il mercato e favorire il reale cambiamento. Dobbiamo trovare (solo) il coraggio di credere di più, di essere folli, affamati nel tornare ad essere protagonisti attivi della rinascita economica italiana, rimettendo in moto la grande macchina dell’eccellenza Made in Italy: investendo e scommettendo sul futuro dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo.

Per un miglioramento della vita commerciale dei prodotti, quali sono le prossime sfide di IUV?
Alla luce del complesso scenario pandemico, grazie all’incessante ascolto, dialogo e attenzione volta verso il mondo delle imprese, abbiamo avuto modo di maturare numerosi spunti di riflessione. Abbiamo capito, più in dettaglio, che l’esigenza di preservare gli alimenti freschi non si limita esclusivamente ai centri produttivi di lavorazione e trasformazione della materia prima, ma che gioca un ruolo chiave sia all’origine delle filiere in campo, sia al termine delle stesse in ambiente domestico. Basti pensare, secondo il rapporto FAO (2013), che il solo spreco prodotto a livello domestico rappresenta circa il 20% del totale degli sprechi alimentari. Di cui leva cardine è senza ombra di dubbio la scarsa durata, o shelf-life, delle derrate alimentari. Incrociando le analisi di mercato e le proiezioni sui nuovi trend, stiamo puntando ad estendere la nostra offerta al segmento chimico-farmaceutico, proponendo soluzioni naturali alternative alla chimica pesante che favoriscano l’azione protettiva delle cultivar grazie a un effetto sinergico di applicazione mista di molecole antimicrobiche. Oltrepassando il campo di applicazione dei trattamenti naturali e orientando il focus sull’area packaging, in parallelo stiamo elaborando nuovi sistemi e soluzioni di confezionamento a base di innovativi materiali, vegetali sostenibili, land-grabbing free source e scarti dell’agro-industria alimentare. L’idea alla base della nostra visione è di poter istituire nuove modalità di esperienza al consumo e promuovere un reale impatto alla transizione ecologica, andando oltre la mera certificazione UNI EN 13432. Siamo fermamente convinti che sia necessario ripensare, con urgenza, a nuovi modelli e strategie rivoluzionarie che sfidino e mettano in discussione il pensiero tradizionale: capaci di valorizzare cioè la reale bontà delle risorse e capaci di offrire prestazioni alternative alla plastica monouso. Per fare un semplice esempio: le prime versioni prototipali che abbiamo ottenuto in casa IUV sono in grado di degradare in ambiente organico in meno di 30 giorni oltre il 90% o di dissolversi attraverso l’azione meccanica-mitigante degli agenti atmosferici (negli oceani o nei sistemi di acqua dolce) istantaneamente. Questo è solo l’inizio di un lungo processo di innovazione. Siamo attivi grazie a un ampio network e a firme internazionali nei più svariati campi: elettrodomestici, moda, oggettistica per la casa, cura della persona, detergenza, ufficio, settore del lusso, design. Abbiamo un’infinità di idee in cantiere, pronte a maturare nella nazione più bella di tutte: l’Italia.

Intervista a cura di Fabiana D’Urso
? di IUV S.r.l.



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