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venerdì, 19 Luglio, 2024
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Massimo Castellano, professionalità al servizio del Made in Italy

“In tutta la mia vita lavorativa ho inteso misurarmi con il mondo delle relazioni istituzionali e dei rapporti multilaterali applicando sinergie, metodi e strumenti strettamente connessi alle logiche produttive di mercato; uno stile che nei Paesi anglosassoni era già stato decisamente consolidato da decenni”. 

Parole di Massimo Castellano, che si sposano perfettamente con la sua figura: personalità trasversale nel panorama imprenditoriale italiano e di grandi qualità, in cui confluiscono al tempo stesso innate doti diplomatiche e comprovate capacità di finalizzazione. Da sempre al servizio dell’Italia e del Made in Italy, Massimo continua a portare valore aggiunto al sistema Italia attraverso un intenso percorso di relazioni, di rete e di progetti nazionali e internazionali. Un esempio di praticità e di lungimiranza. Un professionista dello sviluppo di impresa con cui pianificare e costruire opportunità per il nostro Paese è sempre molto gratificante. 

di Riccardo D’Urso

L’Intervista

Una carriera impegnata tra sviluppo di progetti di impresa e rapporti istituzionali, in quale ruolo si riconosce maggiormente?
In tutta la mia vita lavorativa ho inteso misurarmi con il mondo delle relazioni istituzionali e dei rapporti multilaterali applicando sinergie, metodi e strumenti strettamente connessi alle logiche produttive di mercato; uno stile che nei Paesi anglosassoni era già decisamente consolidato da decenni. In Italia, ancora oggi, le relazioni istituzionali sono spesso intese in maniera troppo riduttiva e privatistica e affidate, anche nelle grandi aziende, a personaggi che brillano di un’opaca ed effimera luce politica. Questo personale attitudine mi ha consentito di raccogliere serie soddisfazioni; credo sia stato uno dei primi manager in Italia a ricoprire, in aziende di importanza strategica nazionale, un ruolo che prevedeva contemporaneamente la responsabilità dello sviluppo business e il coordinamento delle relazioni istituzionali. Quando ho avuto l’opportunità di misurarmi con questi mandati ho sicuramente raccolto la massima soddisfazione professionale.

Cosa significa oggi rappresentare e gestire una Rete di Imprese?
Significa prendersi la responsabilità di condurre un lavoro molto professionale che deve essere profuso costantemente su due fronti: quello interno, per sensibilizzare e guidare i soci sottoscrittori del Contratto di Rete nell’ambito dei programmi del sodalizio e rispetto le interrelazioni che il sistema Rete genera nel suo complesso; quello esterno, per cercare di consolidare sul mercato la Rete, i suoi progetti e il brand collettivo, impegnandosi per seguire percorsi di eccellenza e recuperando risorse ed energie da diverse fonti. Si tratta di un’esperienza che richiede tempo e passione, oltre che una visione nuova e sfidante del sistema economico territoriale, nazionale e internazionale.   

Quali ritiene siano le basi per la promozione e lo sviluppo di un’impresa e in che percentuale questa debba investire nei programmi di internazionalizzazione?
Oggi la parola internazionalizzazione va di moda, si parla molto di questo tema ma lo si pratica poco e male. Non tutte le aziende possono diventare oggetto di programmazione internazionale. Lo scouting delle imprese, dei prodotti e dei servizi di alto potenziale è fondamentale; questo primo passo deve essere accompagnato da metodologia e professionalità, da ricercare, nella maggior parte dei casi, in strutture consulenziali esterne capaci di istruire e far crescere i manager delle aziende coinvolte in progetti specifici. La profilazione delle imprese è una attività complessa e faticosa, ma l’unico modo per individuare dei veri “cavalli di razza”. La costruzione, spesso su misura, del progetto di internazionalizzazione diventa auspicabile interpretando bene il DNA e la consistenza economico-finanziaria delle imprese. Non esistono regole fisse; di certo gli investimenti per l’internazionalizzazione devono essere disponibili e pluriennali, mentre i progettisti devono anche essere abili nel reperire risorse attraverso partnership e ricorrendo a misure di finanza agevolata per lo sviluppo.

Quali prospettive future per la Rete dei Borghi Marinari di Roma?
Per quanto concerne l’area dello sviluppo, ci stiamo concentrando su progetti specifici avendo ben presente tre principi di base: innovazione, integrazione e internazionalizzazione. Lavoriamo quindi per integrare l’offerta turistica e dei prodotti di eccellenza del nostro primario territorio di riferimento; sosteniamo progetti di Economia Circolare e promuoviamo concretamente la Blue Economy e la Green Economy; creiamo sinergie con operatori altamente specializzati nell’internazionalizzazione e nella promozione dei brand, selezionando con cura i mercati esteri di riferimento. Sul versante locale, cerchiamo di dare voce agli operatori di ogni singolo territorio creando laboratori attivi per contrastare la crisi e progettare nuove forme di impresa. Crediamo molto nella formazione professionale e manageriale e siamo pienamente coinvolti in iniziative volte al miglioramento delle competenze imprenditoriali e nella costruzione di percorsi mirati alla creazione di nuove e dinamiche figure professionali, puntando sui giovani e sul loro grande entusiasmo e talento.  

Intervista a cura di Riccardo D’Urso

Chi è Massimo Castellano

Laurea in Scienze Politiche, Indirizzo Internazionale e Master in Scienze Economiche e del Management. Le esperienze maturate partono dai primi incarichi presso imprese operanti nel settore del turismo, che precedono il passaggio nel Gruppo Alitalia. Qui si è prevalentemente occupato di relazioni Istituzionali, comunicazione, politiche comunitarie e affari legali.
Dopo aver ricoperto diversi incarichi manageriali in area Corporate – tra cui Responsabile dell’Ente per le Relazioni con la UE e le Organizzazioni Multilaterali – assume il ruolo di Responsabile della “Direzione Legale e Societaria” e poi di Direttore dell’Ente “Strategie e Affari Istituzionali” di Alitalia Airport, alle dirette dipendenze del CEO.
A seguire, cura iniziative di sviluppo business, in Italia e all’estero, per conto di diverse aziende tra cui il Gruppo Navale Lauro, la Darwin Airlines, il Gruppo Consulta Handling e la MSC Crociere, collaborando con il top management delle imprese.
Approda presso il Gruppo BCube (già Argol/Villanova), una delle realtà leader nella logistica integrata italiana, dove viene nominato Direttore Commerciale e per le Relazioni Istituzionali della sub-holding Argol Air Logistics, primo operatore nazionale nel settore dell’handling merci aeroportuale.
Le esperienze lavorative maturate nel corso degli anni ne hanno favorito l’inserimento attivo nelle strutture operative e di rappresentanza di diverse Associazioni e sodalizi internazionali tra cui la Confindustria, Assologistica, IATA, AEA, ACI Europe, Assaereo, Assohandlers, International Chamber of Commerce. Parallelamente, svolge regolarmente attività di relazione esterne, con accrediti di merito, presso le Istituzioni sovranazionali, le Istituzioni nazionali e le Governance locali.
Entra nel management della Fedarlinea – Federazione Nazionale del Cabotaggio Marittimo, dove ha coordinato le attività dell’Ente industriale come Segretario Generale e Responsabile del Dipartimento “Innovazione, Sviluppo e Formazione”. Parallelamente, viene designato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti membro e coordinatore del Team Italia in seno all’organo consultivo della Comunità Europea “European Shipping Forum” attivo per la promozione e il coordinamento delle politiche sul Green Shipping. Garantisce, inoltre, interventi di Project Management per diverse realtà pubbliche e private tra cui Regione Lazio, Regione Sardegna, Regione Sicilia, Liberty Lines, Tirrenia Società di Navigazione.

Cura il lancio operativo dell’azienda High Quality Italy in qualità di Consulente Senior e, successivamente, ricopre l’incarico di “Chief Sales and Business Development Officer”, per garantire la gestione di attività commerciali e di internazionalizzazione dedicate alle aziende Italiane in diversi Paesi. Si impegna nella elaborazione di strategie di marketing e sviluppo business consone con le imprese clienti, per le quali si occupa della realizzazione di progetti basati su innovazione di prodotto e di processo produttivo.
Presidente della Rete di Imprese I Borghi Marinari di Roma. Con 60 imprese del settore turistico provenienti da 6 comuni della costa laziale, il sodalizio legale costituisce il raggruppamento di settore più rilevante in ambito nazionale. Il Programma di Rete si basa su attività consolidate centrate sulla valorizzazione dei beni culturali, storici e ambientali  che rappresentano il Patrimonio Marittimo costiero.

Fondatore di alcuni Enti no-profit, ha promosso e gestito progetti patrocinati e sostenuti dalla Unione Europea e dall’UNEP, nel cui ambito sono stati realizzati grandi eventi pubblici, collane di audiovisivi e progetti pilota che hanno favorito lo sviluppo e l’implementazione di politiche innovative sul turismo e il marketing territoriale. Da queste esperienze nasce il progetto Club Lounge Italia – Urban Lab, attualmente operativo a Roma nello storico quartiere di Trastevere.  

In qualità di Presidente della MAR (Associazione per le Attività e le Ricerche Marine) è stato ideatore e coordinatore della Campagna di Comunicazione Istituzionale PELAGOS e del Sea Heritage Best Communication Campaign Award, il Premio internazionale dedicato ai migliori progetti di marketing e comunicazione che valorizzano la risorsa acqua e il Patrimonio marittimo, culturale, storico, ambientale, energetico e culturale dell’area Euro-mediterranea.
Ha organizzato e promosso importanti kermesse sportive legate al mare e, in considerazione di tale esperienza, è stata richiesta la sua collaborazione prima in seno alla  F.I.M. (Federazione Italiana Motonautica) poi nel più ampio contesto della U.I.M. (Unione Internazionale Motonautica), dove è stato prima membro e poi Vice Presidente della Commissione Internazionale per il Diporto Nautico.

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