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lunedì, 27 Maggio, 2024
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Majella Educational Tour tra i tesori della Val di Sangro

Il secondo appuntamento dell’Educational Tour organizzato dalla Destination Management Company (DMC) Terre del Sangro Aventino ha avuto come protagonista il territorio della Val di Sangro, situato nel sud est dell’Abruzzo, un viaggio particolarmente apprezzato da tutti i partecipanti che hanno potuto conoscere l’unicità di una terra che ha molto da offrire a chi sceglie di visitarla.

Sabato 19 maggio il tour ha avuto inizio sulle verdi colline di Casoli con la gustosa gastronomia dell’Agriturismo Travaglini, a conduzione familiare. L’azienda propone solo piatti genuini realizzati con i prodotti che provengono dai circa dodici ettari di proprietà: formaggi e salumi, pasta “alla chitarra”, coniglio “sotto il coppo” e “tòtere”, dolci tipici locali nati alla fine dell’Ottocento.

Accompagnati da Barbara Dalla Costa, dopo pranzo si è partiti alla volta dell’antico borgo di Casoli, caratterizzato da un impianto urbanistico a chiocciola. La storia del Castello Ducale è legata in particolare alla figura di Pasquale Masciantonio, il quale fece vivere al borgo una fervida vita culturale nei primi anni del Novecento. Dalla scrittrice Matilde Serao a Guglielmo Marconi, da Cesare De Titta al pittore Michetti, uno degli ospiti più assidui del Castello fu il poeta Gabriele d’Annunzio: le sue epigrafe a matita, vero patrimonio letterario da salvaguardare, sono ancora visibili sulle pareti della stanza che “don Pascal” aveva riservato al vate.

Il borgo di Casoli è tristemente noto anche per essere stato sede, dal 1940 al 1944, di un campo di concentramento che ospitò centootto ebrei stranieri e numerosi antifascisti. Il sito web  www.campocasoli.org racchiude un archivio dettagliato delle memorie degli internati.

Lasciando Casoli alle spalle, il tour ha previsto una visita al suggestivo borgo di origine altomedievale di Gessopalena, arroccato su uno sperone di roccia gessosa, i cui cristalli brillano al sole. Ridotto a rudere dalle esplosioni delle mine dei tedeschi, il paese vecchio venne abbandonato nel 1959 e rivive oggi come sito archeologico grazie agli interventi di restauro conservativo. I ruderi hanno come sfondo la maestosa Majella Madre anche nel differente museo a cielo aperto di Iuvanum, tappa obbligatoria a metà strada fra Torricella Peligna e Montenerodomo. La città, fondata dai Carecini di stirpe sannitica e divenuta poi municipio romano, conserva i resti del santuario, del teatro, del Foro e della basilica pagana. Nell’adiacente Museo Archeologico di Iuvanum sono custoditi i preziosi reperti archeologici del territorio.

Una dolce merenda è stata prevista a Colledimacine dove, nel laboratorio Glam Apicoltura, Giuseppe Falcone custodisce i segreti e i prodotti delle api che coltiva: la sua azienda produce infatti deliziose tipologie di miele tra i quali acacia, millefiori, millefiori di montagna, rovo e sulla. È poi nel familiare ed accogliente Hotel Capè a Torricella Peligna che si è conclusa l’intensa prima giornata del tour, dopo la degustazione di abbondanti piatti a chilometro zero che il ristorante dell’albergo offre.

La mattinata di domenica 20 maggio è iniziata all’insegna della natura: ad accogliere i partecipanti sono stati infatti i titolari dell’azienda agricola La Guardata a Torricella Peligna, nella vastità dei centottanta ettari della fattoria. I maestosi cavalli, il cui profilo si staglia contro le vette della Majella Orientale, accompagnano tour didattici e passeggiate; gli animali (ovini, suini e bovini) vivono in simbiosi con l’ambiente nel rispetto della “filiera corta” che caratterizza la bontà delle produzioni del luogo. Fra i prodotti di eccellenza spicca il salsicciotto frentano, tipicità locale Presidio Slow Food. La responsabilità nel tramandare la storia e le tradizioni del paese è missione di vita per i fratelli Teti, proprietari dell’azienda: Tiziano Teti è infatti parte del comitato del John Fante Festival, kermesse letteraria dedicata allo scrittore italo-americano le cui radici si perdono in questo angolo d’Abruzzo. Luogo di ritrovo per la comunità, la Mediateca John Fante, perno del festival e sacrario della memoria dello scrittore, ospita spazi espositivi e multimediali e una biblioteca.

Attraversando le rigogliose valli abruzzesi il tour è proseguito verso Roccascalegna, distante venti chilometri da Torricella Peligna. Nel 2015 il castello di Roccascalegna, perla dell’abitato, è stato set del film “Il racconto dei racconti” per la sua imponente bellezza. Passando dalle prigioni alle cucine all’antica sala da pranzo, si arriva alla ex-chiesa del castello, in cui sono custoditi antichi strumenti di tortura e negli spazi rimasti intatti riecheggiano le parole della guida.

Il paese di Borrello è stata l’ultima tappa del viaggio nelle terre del Sangro-Aventino. In quest’angolo di paradiso sgorgano le Cascate del Verde, le cascate naturali più alte d’Italia e tra le più alte d’Europa. Lo scroscio dell’acqua guida l’ospite fino ai punti panoramici da cui la visuale è mozzafiato. La riserva è gestita dalla S.N.C. Rio Verde Ambiente e Turismo che custodisce la bellezza del luogo con vivacità e passione: l’attività degli operatori si articola nel rispetto della biodiversità della fauna e della flora che rendono unica questa porzione d’Abruzzo. Nel circondario incontaminato vengono raccolti i tartufi dell’azienda a conduzione familiare Rio Verde Tartufi, la cui proprietaria è Vittoria Mosca; la lavorazione del tartufo viene fatta interamente a mano, rendendo unica la produzione di salse al tartufo nero o bianco, oli aromatizzati e confetture. Dirimpettaio del laboratorio e altra eccellenza del luogo è il ristorante Lo Shangrilà da Vincenzina, esempio di esaltazione della tradizione nella qualità dei piatti proposti.

Con gli esempi virtuosi di questo paese di soli 340 abitanti si è conclusa così al tramonto l’esperienza di Tesori d’Italia per la seconda avvincente tappa del Majella Educational Tour.

Le molteplici meraviglie d’Abruzzo sono ancora tutte da scoprire e non mancheremo di approfondirle nei prossimi articoli!

di Roberta Odoardi ed Elena Trombetta

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