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martedì, 28 Maggio, 2024
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Chi sono gli Infioratori di Noto?

Come media partner dell’Infiorata di Noto ci preme conoscere tutto ciò che ne fa parte e in primo luogo gli infioratori. Chi sono? Come sono organizzati? Per loro infiorare è un impegno solo del mese di maggio? Queste e altre domande abbiamo fatto e faremo alle sei associazioni di infioratori, associazioni in cui, nell’ultimo decennio, si sono organizzati gli artisti di questa ormai rinomata arte effimera.

Ore 19.30 appuntamento a Noto con Petali d’Arte. I nostri interlocutori: Lucio Pintaldi e Egidio Zuccarello, rispettivamente presidente e segretario dell’associazione. Tra la magica luce che la pietra netina crea al calar del sole, inizia la conoscenza. 23 Luglio 2011, un gruppo di artisti e appassionati d’arte fonda l’associazione, oggi costituita da 36 elementi con un’età che va dai 13 ai 60 anni. Da allora promuovono ogni forma d’arte, pittura, scultura, fotografia e ovviamente l’arte effimera. Negli ultimi anni hanno creato un evento importante, “La mostra internazionale del libro d’artista”, che si svolge solitamente ad ottobre ospitando circa cinquanta, sessanta artisti e quest’anno giunge alla quinta edizione. A quest’evento dal carattere internazionale, a cui hanno preso parte artisti giapponesi, francesi, spagnoli, tedeschi, contribuisce a far conoscere la bellezza culturale, architettonica e paesaggistica del vasto territorio di Noto. Questo dice, fiero di essere netino, il presidente di Petali d’Arte, a cui abbiamo fatto la seguente domanda, cercando una conferma: è vero che gli infioratori di Noto sono specialisti nella realizzazione dei volti? La domanda non termina, sovrapposta già dalla risposta: «Si. Gli infioratori di Noto sono specializzati nei volti – continua Lucio Pintaldi – a differenza dei maestri genzanesi, definiti così non solo artisticamente ma anche realmente, e sono stati loro ad insegnarci l’arte d’infiorare. Mentre a Genzano i volti vengono realizzati precedentemente su pannelli e con tecniche originarie, noi realizziamo i tappeti integralmente sul posto e con innovazione, regalando lo spettacolo che spesso termina anche alle otto del mattino».
Lucio è da vent’anni che fa l’infioratore e nella sua associazione ci sono artisti che hanno anche trent’anni di Infiorata alle spalle. Spesso l’associazione, come delegazione di Noto è stata chiamata a partecipare all’estero, i paesi più frequentati Giappone e Spagna. In precedenza, lui personalmente è stato in altri paesi, da quando si sono costituiti in associazione, e – seppur non rappresentando ufficialmente la città – in tutti i luoghi in cui vengono invitati portano alto il nome di Noto. Cosa che accadrà già questo fine settimana. Gli infioratori di Petali d’Arte, infatti saranno dall’8 al 10 giugno a Taurianova, comune della città metropolitana di Reggio Calabria, per il terzo anno consecutivo. Lucio Pintaldi ne è il direttore artistico e insieme al suo team curerà la realizzazione di tutti i tappeti in fiore.

Il segretario Egidio Zuccarello ha espresso la grande soddisfazione che sentono tutti all’interno dell’associazione per il semplice fatto che, nonostante gli impegni personali di tutti, si riesce sempre a trovare energia e tempo per creare insieme, riportando come esempio il recente evento che li ha visti congiuntamente ad “Opificio 4”, altra associazione di infioratori netini, presenti a Capo D’Orlando per “Little Sicily, la Sicilia che eccelle”, durante la domenica dell’ultima infiorata di Noto. «La riconoscenza del sindaco della città messinese proprio per essere riusciti a presenziare, nonostante si trattasse di una manifestazione in contemporanea con la nostra Infiorata, e lo stupore del pubblico dinnanzi al tappeto realizzato, ci hanno riempito d’orgoglio. Per noi è inoltre emozionante continuare a divulgare quest’arte e con essa la nostra città», così ha concluso Egidio Zuccarello dando spazio all’ultima domanda, inerente la 39° edizione dell’infiorata di Noto: “Cina in Fiore–La via della seta”: come è stata per voi questa edizione? Risposta alimentata da entrambi gli intervistati: «Molto positiva. Considerati l’alto livello artistico e l’esperienza di integrazione con la delegazione cinese, la reputiamo una delle migliori in assoluto».

– di Carmen Attardi

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