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domenica, 21 Aprile, 2024
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Mauro Miglioranzi, le forbici della buona comunicazione

Immaginate un uomo che fonda un’azienda e che, per fare in modo che la comunicazione con il cliente sia la migliore base su cui costruire un progetto, crea un modello unico di approccio, al quale dà anche un nome, “PIU”: Professionale. Imprenditoriale. Umano. Poi immaginate la migliore delle situazioni in fatto di progettualità e creatività e mettetela sul tavolo del futuro, avrete così un’esperienza unica di settore. Quell’uomo si chiama Mauro Miglioranzi, e il mondo che ha creato è quello multicolore di Coo’ee.
Parlare con lui, anche solo per ascoltarne la dialettica tipica della professione, vuol dire entrare con lo sguardo nell’innovazione di ciò che oggi vediamo come l’unica possibilità di esistenza per ogni realtà imprenditoriale che si rispetti, la visibilità a 360 gradi. Essere visibili però non vuol dire mostrare l’apparenza ma, secondo la filosofia di questo gruppo eclettico di creativi, ha un significato che tocca radici più profonde: esistere vuol dire riuscire a comunicare la propria essenza.
Il minimalismo con cui lavorano non è caratterizzato solo dal taglio a ciò che non torna utile e che distrae dall’obiettivo, ma soprattutto dalla limatura di quello che non conviene ai fini della giusta strategia. 
La semplicità è a volte un dono, e Coo’ee ne è l’esempio più concreto.
Non parlerò degli innumerevoli premi e dei riconoscimenti ricevuti negli anni, ma sicuramente mi piacerebbe sottolineare la serietà con cui operano e si muovono all’interno dei progetti che portano avanti insieme a chi glieli commissiona, rispondendo alle esigenze del cliente con una totale serenità d’approccio e con una linea di ascolto non molto comuni.
Mauro è l’espressione di quello che dovrebbe essere una vera tipologia generazionale di imprenditoria, per la larghezza di vedute, la pazienza nell’accompagnare gli eventi e soprattutto per la capacità di sintetizzare, ottimizzando a volte anche l’esistenza, il tempo che ognuno di noi ha in dotazione.
L’ho disturbato con qualche domanda.

L’Intervista

Come eliminare quello che non serve in una società che spesso comunica ancora utilizzando il superfluo?
Coo’ee Italia, l’agenzia di comunicazione da me fondata nel 1991, è l’agenzia del “togliere, togliere, togliere”. Il nostro obiettivo è togliere tutto il superfluo per raggiungere l’essenziale. Oggi più che mai teniamo fede al nostro mantra, che porta ad una comunicazione semplice, senza fronzoli, essenziale, forte e incisiva, che pensi già al domani con grande ottimismo. Nella nostra creatività in ambito pubblicitario, sia che si parli di un prodotto o di un servizio, applichiamo sempre un metodo che ci porta all’essenza delle idee. La ricerca viscerale della sintesi è il nostro credo, il nostro compito è alleggerire, semplificare, togliere per dare valore. La coerenza e la continuità garantiscono nel tempo la ricerca della sintesi e del minimalismo, asset fondamentali del togliere, togliere, togliere.
Coo’ee nel 2020 ha “festeggiato” il trentesimo anniversario. Un percorso lungo e fatto di molti cambiamenti. La visione strategica al passo coi tempi è stata fondamentale e così pure l’azione e la tattica. La creatività è e sarà sempre il nostro punto di forza, il nostro credo, la nostra passione, la nostra esperienza. Ad un buon comandante servono due cose: una buona strategia e due piani d’azione. Il piano “B” gli permetterà, in modo tempestivo, di cambiare ogni sua scelta in corso d’opera.  “Tutto cambia perché nulla cambi”: questa citazione, tratta da “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa, è il cuore di ogni grande rivoluzione. Il vero cambiamento deve avvenire nella nostra mente, solo così saremo in grado di trasferirlo all’esterno e di applicarlo agli strumenti più evoluti messi a nostra disposizione. Negli ultimi trent’anni abbiamo assistito ad una grande evoluzione, grazie alla quale ci stiamo abituando a vivere due vite, quella tradizionale e quella digitale.

L’identità di un’azienda passa sempre prima attraverso la costruzione della sua immagine. In che modo Coo’ee fa la differenza?
Ogni azienda è ciò che comunica. Se non comunichi non sei. Il nostro lavoro quotidiano è costruire forti identità aziendali e realizzare progetti d’immagine e comunicazione multicanali. Attraverso le buone idee, sostenute sempre da solide strategie, aiutiamo i nostri clienti a raggiungere i loro obiettivi. Lo statement: “togliere, togliere, togliere” è l’essenzialità che in tutti questi anni ha abbracciato il lavoro quotidiano e ha dato una forma precisa ai progetti realizzati da Coo’ee. Instaurare una buona relazione coi clienti, i fornitori e i collaboratori ci ha permesso di far nascere all’interno di Coo’ee un modello valoriale inedito, che abbiamo chiamato
PIU: Professionale, Imprenditoriale e Umano.
Un mix equilibrato di questi tre valori permette alla relazione di funzionare. Il valore professionale fa sì che la persona esprima le sue competenze all’interno della relazione, quello imprenditoriale mette in gioco l’ascolto, la fiducia e l’impegno per sviluppare un rapporto che vada oltre l’empatia, mentre quello umano dà alle persone la possibilità di aprirsi alla relazione. Oggi più che mai un’agenzia di comunicazione deve sapersi adattare ogni giorno a nuove sfide attraverso la propria capacità creativa, indipendentemente dalle affinità personali e professionali. L’obiettivo è sempre quello di migliorare, di dare sempre tutto e di più, di metterci al centro di questo enorme oceano che è la comunicazione pubblicitaria e di essere il porto più sicuro per tutte quelle navi che hanno bisogno di un attracco e di una direzione. La sfida è quotidiana, e tutti i nostri obiettivi sono stati raggiunti grazie al lavoro e alla passione che mettiamo nel nostro lavoro. Come diceva Ezra Pound “Se un uomo non è in grado di lottare per le proprie idee, o vale poco lui, o valgono poco le sue idee”. Senza dubbio la creatività in Italia oggi è ancora viva, è il cuore pulsante della comunicazione pubblicitaria. Nonostante sia al centro del lavoro quotidiano di migliaia di agenzie, spesso incontra le inevitabili resistenze della contemporaneità: tempi strettissimi, richieste continue, progresso tecnologico, multicanalità. Ma la verità è che un’agenzia che si reputi tale deve saper coniugare le diverse esigenze di clienti e collaboratori nel nome della creatività e quindi della riuscita di un buon lavoro. La consapevolezza delle difficoltà è il primo fondamentale passo per riuscire ad affrontarle e ad andare oltre agli impedimenti quotidiani. Il segreto per non farsi travolgere da un mare di lavoro è saper nuotare bene. Se siamo arrivati fino a qui è perché non siamo solo un’agenzia di comunicazione, siamo un contenitore creativo di storie, persone, esperienze e progetti che sono partiti da lontano con un unico obiettivo: fare tanta strada e farla insieme.Il minimalismo della comunicazione pubblicitaria spiegato ad un bambino.
Un esempio concreto è quello della campagna pubblicitaria che abbiamo realizzato lo scorso anno, e che è tutt’ora on air, per la Fondazione dell’ospedale per bambini Buzzi di Milano. La strategia risponde a una necessità chiara: far sentire i bimbi protagonisti di un mondo creato per loro. In questo caso è un mondo spaziale, perché tutto ruota attorno alla gravità, intesa sia come forza magnetica che regola i meccanismi dello spazio, ma anche come la gravità della salute di tanti bambini, che sono costretti ad affrontare ogni giorno percorsi e terapie. Il progetto – semplice e minimale come è il mondo dei bambini – racconta di un mondo in assenza di gravità. I comandanti di questa missione sono proprio loro: supereroi a tutti gli effetti per la forza con cui ogni giorno affrontano le cure e la degenza in ospedale. Il contenitore dello spazio permette una declinazione totale, multicanale, ma soprattutto incentrata sulla Fondazione Buzzi come un luogo spaziale, un centro di eccellenza e umanizzazione, specializzato in una cosa straordinaria: il futuro dei bimbi. Tantissimi gli strumenti a supporto della campagna: affissioni, stampa, TV e radio. In meno di un anno abbiamo raggiunto, in termini di raccolta fondi, oltre la metà di quanto previsto in tre anni. Se vince questa campagna vincono tutti: i medici, gli infermieri, il personale sanitario, i donatori e tutte le persone che ogni giorno contribuiscono alla realizzazione di questo straordinario progetto, ma soprattutto vincono i bambini.

Un altro esempio di campagna minimale e molto creativa – facilmente comprensibile per tutti, specialmente per i bambini – è quella de “Il Paradiso delle Mele”. Il progetto ci ha visto vincitori in una gara contro la prima agenzia italiana e la prima agenzia tedesca di comunicazione. La pianificazione media ha diviso il budget tra stampa, digital e affissioni, con risultati davvero performanti. Il digital la fa da padrone, con quasi tre milioni di clic. Mele Val Venosta è il brand che firma questa campagna con uno stile unico, con l’impegno e la passione di comunicare in modo magico i valori del prodotto. L’idea pensata dall’agenzia e realizzata da un artista-miniaturista austriaco riproduce un paradiso terrestre denominato “il paradiso delle mele”, luogo bucolico, incontaminato e magico, dove il prodotto viene coltivato e raccolto dai 1.700 contadini della Val Venosta. Attraverso la realizzazione di plastici iper realistici (disegnati e realizzati con stampanti 3D e dipinti a mano), che rappresentano il territorio e miniature di contadini e personaggi vari, è nato un racconto paradisiaco. Abbiamo cercato di dar vita a un nuovo mondo di appartenenza, al territorio, alle coltivazioni e al prodotto, così da creare un posizionamento unico e distintivo al brand Mele Val Venosta. Questo progetto è in continua evoluzione, lo sviluppo di un nuovo portale di e-commerce chiamato “La saporeria”, la realizzazione di una nuova campagna multicanale e la produzione di un nuovo spot raccontano, attraverso un’esplosione, sapori e profumi mai sentiti prima.Quando un concept creativo salva una vita. Coo’ee e la creazione di spot e campagne pubblicitarie che arrivano dritti al cuore delle persone.
Voglio precisare che noi creativi non siamo dei chirurghi e quindi non dipende dal nostro operato la vita di una persona. È vero però che la comunicazione è sempre più un asset portante della società contemporanea. Lo spot pubblicitario per la Fondazione dell’ospedale per bambini Buzzi di Milano ci ha coinvolti con anima e corpo, e vorremmo che tutto questo successo e questa diffusione possano prima di tutto arrivare al cuore delle persone e spingerle a donare e a conoscere più da vicino la Fondazione Buzzi e le cose straordinarie che fa per il futuro dei nostri bimbi. Per questo essere stati scelti come partner creativo di questo grande progetto ci rende davvero orgogliosi. Da comunicatore penso che una delle soddisfazioni più grandi di questo lavoro stia nel poter spendere le proprie energie e il proprio estro creativo per cause sociali e umanitarie. Gli obiettivi non sono il fatturato o il posizionamento, ma la sensibilizzazione delle persone. Quando si è presentata questa occasione ci abbiamo creduto fortemente fin da subito. Tra riunioni, brainstorming e forti emozioni, oggi sosteniamo la Fondazione con una campagna spaziale in tutti i sensi: tutto ruota attorno al grande contenitore dello spazio e della gravità, luogo e forza che aiuteranno i bambini a sorridere anche quando dovranno affrontare con coraggio le terapie e la degenza in ospedale. Il nostro è stato un approccio creativo che ha affrontato il tema con grande delicatezza ma con un obiettivo preciso: sensibilizzare le persone senza trasmettere un messaggio doloroso o basato sulla compassione forzata. Questa campagna darà una mano a cambiare la strumentazione tecnologica del Buzzi, fornendo al nuovo HUB (che sorgerà accanto all’ospedale esistente) dei macchinari più all’avanguardia per le cure dei bambini. Tutto questo consentirà al Buzzi di diventare un centro di eccellenza e di umanizzazione tra i migliori d’Europa. Verrà eliminato l’utilizzo (dannoso per i bambini) della radiografia e inaugurato il primo ospedale «X-ray free». Questo è solo uno degli obiettivi.
Siamo partiti da un pensiero molto semplice: i sogni dei bambini. Lo spot della Fondazione Buzzi parla di questo, descrive il sogno di un bambino: andare nello spazio! Il bambino immagina di essere nella sua cameretta e il pensiero della degenza e delle terapie non è più così assillante. Il tema è lo spazio, l’universo dei pianeti e dei corpi celesti che gravitano nella galassia. Una condizione fantascientifica, stimolante, multisensoriale che fa sì che i sogni si avverino. Così è nato lo statement “Essere un grande”, che non vuol dire solo diventare grande ma anche compiere delle grandi azioni, in tutti i sensi. Quando diciamo a qualcuno “sei un grande”, lo facciamo perché ha appena fatto qualcosa di straordinario, che valga la pena di raccontare a tutti. Affrontare e vincere con un coraggio da leoni la più dura delle malattie, ed essere solo un bambino, è l’esempio del concetto espresso sopra. La nostra missione parte da qui e i comandanti sono proprio i bambini: i GRANDI supereroi.

Intervista a cura di Fabiana D’Urso

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