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lunedì, 4 Marzo, 2024
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Controcorrente

“Aspettando che Milano ospiti la prossima edizione del World Cities Culture Forum nel 2020, il World Cities Culture Finance Report ci mostra come la cultura sia sempre più un capitale sociale da valorizzare, ci aiuta a fare chiarezza su come possa essere sempre più un elemento fondamentale del “successo” economico delle grandi città a ogni latitudine. […] Il Culture Finance esamina quanto viene speso in “cultura” nelle e dalle principali città del mondo: Amsterdam, Bruxelles, Istanbul, Londra, Los Angeles, Mosca, New York, Parigi, San Francisco, Seoul, Shanghai, Shenzhen, Stoccolma, Sydney, Tokyo e Toronto. L’Italia purtroppo non risulta pervenuta. […] In tutte le edizioni precedenti, dal 2014 al 2017, nessuna città italiana è stata ritenuta degna di attenzione dal forum, in quanto le attività nel settore culturale del Belpaese sono sempre state interpretate lontane dal definirsi strutturali e paragonabili agli interventi messi in atto negli altri Paesi. Ciò sostanzialmente perché lasciate ancora a singole sensibilità sparse lungo lo stivale”. – dall’Editoriale di Massimiliano Zane, “Capitale culturale: investimenti, patrimonio, valore” su Artribune.

Cosa dire? Quando si partecipa ad un moto che porta nella direzione sbagliata, o lo si abbandona o si va nella direzione opposta. È una scelta doverosa oltre che necessaria. Non bisogna nemmeno preoccuparsi di cambiare se stessi, quanto piuttosto lavorare sin da subito sul proprio approccio alle cose e alle persone. Bisogna rafforzare le proprie opinioni, inquadrare bene i propri obiettivi, fare scorta di tutta la buona volontà consapevoli che occorreranno il doppio del tempo, della fatica, del coraggio e tutte le risorse a disposizione per arrivare fino in fondo. Sì, perché l’unico modo per dimostrare che quella intrapresa è la direzione giusta, e che altre persone condividano e seguano la nostra scelta, è arrivare fino alla fine e farlo bene, producendo risultati, valore e benessere diffuso. È il destino di chi decide di andare controcorrente. Di chi non vuole affidare la propria vita e il proprio patrimonio generazionale nelle mani di chi non la ama o se ne vuole solo appropriare.

Tesori d’Italia chiude il proprio ciclo di ristrutturazione durato tre anni e si appresta a confermare per il 2020 una scelta di vita, di coraggio e di dedizione. Un nuovo anno che sarà un nuovo inno alla vita, alla cultura e al suo valore internazionale. Un nuovo anno dedicato ad un Paese, l’Italia, che non smetteremo mai di amare, di rispettare, difendere. Un Paese che è parte di un continente, l’Europa, che è un viaggio infinito nel tempo, ben lontano dalle sole dinamiche politiche e di economia aziendale. Un continente che è parte di un mondo con innumerevoli e affascinanti usanze, culture, lingue, tradizioni.

Un anno controcorrente per il solo fatto che continueremo a dare spazio e importanza alle persone prima che alle cose. Perché continueremo a stampare il nostro Magazine e a mettere l’Italia in rete. Perché non smetteremo di investire sul territorio, di girare in prima persona in cerca di storie, tradizioni, imprese, di tutte quelle “singole sensibilità sparse lungo lo stivale” con cui interessare i nostri governi ad investire seriamente nella Cultura, così come fa il resto del mondo e come il resto del mondo vorrebbe certamente vedere.

Back to Culture, Back to Italy, allora, e in qualsiasi direzione stiate procedendo, a Tutti Voi i nostri più sinceri auguri per un nuovo anno ricco di successi, sempre all’insegna delle vostre scelte.

di Riccardo D’Urso

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