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giovedì, 30 Maggio, 2024
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Il Parrozzo, il dolce a cui D’Annunzio dedicò un sonetto

Dolce dalla forma semisferica a base di mandorle e semolino, ricoperto di cioccolato fondente, tanto buono da entrare nei versi del celebre poeta D’Annunzio, il Parrozzo regna sulle tavole abruzzesi imbandite a festa per il Natale.

La storia di questo prelibato dolce affonda le sue radici nelle tradizioni contadine e in uno dei cibi più semplici, il pane. Non potendo permettersi la farina di grano destinata alle persone abbienti, per prepararlo i contadini abruzzesi utilizzavano la farina di granturco. Ed è proprio da questo pane rustico dalla forma semisferica e dal colore giallo intenso, cotto nel forno a legna e comunemente chiamato “pane rozzo”, che deriva il Parrozzo, così come il suo stesso nome.

L’idea di farne una trasposizione dolciaria fu di Luigi D’Amico, appartenente a una celebre famiglia di commercianti pescaresi. Mantenendo inalterata la forma semisferica, sostituì il granturco con le uova per riprodurre il colore giallo tipico del pane e adoperò una copertura di finissimo cioccolato per richiamare lo scuro delle bruciacchiature caratteristiche della cottura nel forno a legna. Ed è così che negli anni ’20, a Pescara, nasce il Parrozzo.

Amico del Vate, Luigi D’Amico lasciò che il primo ad assaggiarlo fosse proprio Gabriele D’Annunzio che con queste parole ne elogiò la bontà: È tante ‘bbone stu parrozze nove che pare na pazzie de San Ciattè, c’avesse messe a su gran forne tè la terre lavorata da lu bbove, la terre grasse e lustre che se coce e che dovente a poche a poche chiù doce de qualunque cosa doce.

Di seguito la ricetta per preparare il dolce tanto amato dal Poeta.

 

Ingredienti

6 uova
250 g di zucchero
150 g di semola
150 g di mandorle tritate e non pelate
3 mandorle amare (in alternativa, liquore amaretto)
1 scorza grattugiata di limone
1 scorza grattugiata di arancia
succo di limone
succo di arancia
1 pizzico di sale
150 g di cioccolato fondente
30 g di burro

Preparazione

Tritate finemente le mandorle in un mixer.

Separate i tuorli dagli albumi, montate i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un impasto chiaro e spumoso. Aggiungete la scorza grattugiata e il succo di arancia e limone, le mandorle tritate e il semolino mescolando bene gli ingredienti con una spatola.

Montate gli albumi a neve ben ferma aggiungendo un pizzico di sale e incorporateli all’impasto un cucchiaio alla volta, amalgamando delicatamente.

Distribuite il composto in uno stampo a semisfera di alluminio di circa 18 cm, imburrato e infarinato.

Lasciate cuocere nel forno pre-riscaldato a 160° per circa 1 ora. Fate attenzione, il Parrozzo deve essere umido, non completamente asciutto.

Al termine della cottura, sfornatelo e mettetelo su una gratella, in attesa che si raffreddi completamente.

Una volta freddo, potete procedere alla glassatura.

Spezzettate il cioccolato fondente e lasciatelo sciogliere con del burro, mescolando bene per evitare i grumi.

Aiutandovi con una spatola, ricoprite la superficie del Parrozzo con il cioccolato sciolto e lasciate solidificare.

Ora è il momento di gustarlo, magari accompagnandolo con dell’ottimo liquore all’arancia, come l’Aurum pescarese.

Buone Feste dall’Abruzzo!

di Claudia Mele

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