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giovedì, 23 Maggio, 2024
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Roma, non solo archeologia: riportato alla luce il murale di Giacomo Balla

È stata annunciata la scoperta riguardante un vero e proprio tesoro dopo quasi cento anni dalla sua realizzazione

Roma, non solo archeologia: è notizia fresca di questi giorni quella del rinvenimento della famosa pittura murale futurista del Bal Tic Tac di Giacomo Balla (1871- 1958), che si credeva ormai perduta, della quale rimanevano soltanto dei bozzetti. Si tratta di una scoperta di grande portata nel campo dell’arte contemporanea, che restituisce agli studiosi e agli appassionati un considerevole capitolo delle avanguardie del ’900, aggiungendo un tassello importante al racconto narrativo dell’arte italiana che tanto è stata influente a livello planetario nella prima metà del secolo scorso.
La città si riconferma così capitale della cultura a tutto tondo che continua a stupire con effetti speciali, ospitando archeologia, arte moderna e contemporanea con la naturalezza che le appartiene sin dai tempi antichi.

Durante il restauro della palazzina di via Milano, acquisita fra il 2000 e il 2002 dalla Banca d’Italia, che ha ospitato fino al 1924 il primo dancing-cabaret della città, luogo che strizzava l’occhio ai più moderni locali europei del tempo, è stata scoperta all’ingresso dello stabile, sotto strati di vari materiali edili, la pittura del celebre futurista, discretamente conservata, che si sviluppa su parte delle pareti e del soffitto, ricoprendo una superficie di circa 80 metri quadrati. È stato possibile salvarla e riportarla alla luce, sotto l’occhio attento della Soprintendenza Speciale di Roma, attraverso un lavoro rigoroso e attento, iniziato nel 2017 ma annunciato oggi al grande pubblico, comunicandone l’apertura in un futuro molto vicino. Ulteriori indagini saranno effettuate anche al primo piano dove sono stati trovati frammenti di pitture all’interno della grande stanza che ospitava la sala da ballo.

Per la sede di via Milano, Giacomo Balla era stato chiamato nel 1921 per idearne ogni dettaglio: le decorazioni murali, le lampade, il palcoscenico e gli arredi, per un compenso di 4 mila lire, come ricorda la figlia Elica.
La sede, che successivamente ha ospitato per molti anni il negozio di lampade Sciolari, è in via di ristrutturazione per ospitare entro il 2021 l’apertura del Museo per L’Educazione Monetaria e Finanziaria della Banca d’Italia, che conterrà anche questo grande tesoro, eredità dell’arte futurista.

“Per la prima volta è apparsa realizzata la nuova arte decorativa futurista”, così annunciava il giornale Il Futurismo raccontando dell’inaugurazione del Cabaret di via Milano. Bisognerà pazientare qualche anno per averne di nuovo un assaggio! Tesori d’Italia Magazine seguirà gli sviluppi della vicenda e prossimamente potrete leggere uno special dedicato a Giacomo Balla.

– di Arianna Cacciotti

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